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Mantova capitale italiana della cultura 2016

Pubblicato da B&B Polirone in Cultura · 30/1/2016 07:03:00
Tags: mantovacapitalecultura2016italiagonzagaturismoculturale
Dallo skyline al teatro Bibiena, dagli Amanti di Valdaro al Festivaletteratura. Una città di palazzi medievali e rinascimentali. A misura di pedoni e ciclisti.
Le dieci cose da fare a Mantova nella città proclamata dall’Unesco Patrimonio mondiale dell’Umanità, nel 2008, per l’eredità architettonica e monumentale lasciata dai Gonzaga, per quasi quattro secoli e Capitale italiana della cultura nel 2016.



1) La città dei Gonzaga, patrimonio dell’Umanità
L’elenco delle cose da vedere sarebbe lunghissimo (e, per fortuna, il centro storico è piuttosto concentrato e si può visitare tranquillamente a piedi, oltretutto al riparo dei lunghi portici). Poi ci sarebbero quelle da assaggiare, tipo i tortelli di zucca o la torta sbrisolona. 

2) Il panorama dal ponte di San Giorgio
Il profilo di Mantova e il castello che si specchiano nelle acque dei laghi che la circondano è di quelli che non si dimenticano




3) Il Palazzo Ducale
La reggia dei Gonzaga è uno dei più grandi edifici monumentali d’Italia e d’Europa (circa 34 mila metri quadrati). Costruito a partire dal XIII secolo, dalla casata dei Bonacolsi, all’epoca dominante in città, porta le tracce dei secoli e dei diversi stili architettonici. Gli interni sono magnifici e in buona parte affrescati. E' visitato ogni anno da circa 200 mila persone.




4) La Camera degli Sposi
In uno dei torrioni del castello di san Giorgio, annesso a palazzo Ducale, si trova il capolavoro di Andrea Mantegna (1431-1506): la Camera degli Sposi, una stanza affrescata, realizzata tra il 1465 e il 1474, per ritrarre i componenti della famiglia Gonzaga. A dominare la stanza, l’oculo, una finta apertura verso il cielo dalla quale si affacciano dei putti. Uno straordinario gioco prospettico, un capolavoro nel capolavoro. 



5) Le piazze del centro
Piazza Sordello, piazza Broletto, piazza Erbe, piazza Mantegna. Una in fila all’altra, una più bella dell’altra. Da attraversare camminando senza fretta e guardandosi attorno, ma soprattutto alzando gli occhi, per ammirare gli splendidi palazzi che le circondano. 



6) La Basilica di Sant'Andrea
Nella piazza Mantegna, la sua facciata è uno dei capolavori di Leon Battista Alberti (1404-1472). All’interno vi è la tomba di Andrea Mantegna. Ma, nei secoli e ancora oggi, la chiesa è importante, dal punto di vista religioso, perché custodisce la reliquia dei Sacri Vasi. Secondo la tradizione, conterrebbero il Preziosissimo Sangue di Cristo, che il soldato romano Longino raccolse dal costato del Messia crocifisso.



7) Palazzo Te
Camminando lungo il cosiddetto “percorso del Principe” e uscendo dal centro storico, dopo circa un chilometro si arriva a Palazzo Te (e buttate almeno un occhio al tempio di San Sebastiano, sempre di Leon Battista Alberti e all’omonimo palazzo, sede del museo della città). Qui il genio artistico che aleggia è quello di Giulio Romano (1499-1546). Gli affreschi sono imperdibili: la Sala dei Cavalli (i destrieri erano una delle passioni di casa Gonzaga); la Stanza di Amore e Psiche e la Sala dei Giganti, con le colonne dipinte che sembrano crollarvi addosso (curiosità per i fan di Jovanotti: il video di L’ombelico del mondo, Lorenzo l’ha girato qui).




8) Teatro Scientifico del Bibiena
A qualche centinaio di metri da piazza Sordello, celato da una facciata discreta (realizzata da Giuseppe Piermarini: sì, quello della Scala di Milano), c’e’ un altro luogo da non perdere: il Teatro Scientifico del Bibiena. Progettato e costruito dall’architetto parmense Antonio Galli Bibiena (o Bibbiena) in soli due anni (tra il 1767 e il 1769) su commissione dell’Accademia dei Timidi, un mese dopo l’inaugurazione, il 16 gennaio 1770, ospitò l’esibizione di un bimbo prodigio. Tale Wolfgang Amadeus Mozart. Appena quattordicenne, il genio di Salisburgo tenne qui un concerto memorabile con il padre Leopold. Con i suoi palchetti in legno disposti su più ordini, decorati con eleganti affreschi, il teatro considerato un capolavoro dell’architettura barocca. Qui, insomma, lo spettacolo non è solo sul palco, ma anche attorno.




9) Gli Amanti di Valdaro
Due scheletri, di un uomo e di una donna uniti in un abbraccio millenario. Gli Amanti, scoperti nel 2007 durante gli scavi archeologici di una villa romana alle porte della città (in località Valdaro), sono i resti di una giovane coppia che visse qui nel Neolitico. Sepolti in posizione fetale, faccia a faccia e con le braccia protese come in un gesto d’amore, al loro ritrovamento riscaldarono anche i cuori di pietra. I Romeo e Giulietta della Preistoria, li ribattezzarono. Arrivarono le tivù di tutto il mondo. Finirono sulle cartoline di San Valentino (vennero scoperti pochi giorni prima del 14 febbraio, nel 2007). Dopo qualche esposizione “una tantum”, dall’anno scorso hanno trovato una collocazione definitiva in una teca in cristallo al Museo archeologico nazionale di Mantova (che ospita, tra l’altro, anche una ricca collezione di reperti neolitici, dell’età del Bronzo, etruschi, veneti, celtici, romani, longobardi, goti, medievali e rinascimentali). Amore e morte uniti così, da così tanto tempo. Da brividi.



10) A San Benedetto Po (20 km da Mantova) il Complesso Monastico Polironiano





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